Gli smartwatch anticipano i sintomi del Covid?

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Un paio di studi sembrano confermare l’utilità dei dispositivi indossabili come Apple Watch, Garmin e Fitbit non solo in termini di saturazione ma anche di ritmo cardiaco. Ecco cosa dicono

Smartwatch e dispositivi indossabili possono darci una mano a individuare per tempo la Covid-19 e quindi la nostra condizione di positività al virus? Forse sì. Lo sostengono un paio di recenti studi che portano evidenze piuttosto significative su come i diversi sensori di cui sono equipaggiati l’Apple Watch, i Garmin e gli altri dispositivi di questo tipo, da Honor a Huawei, possano essere utilizzati in chiave preventiva.

Lo studio di Mount Sinai

Il primo, firmato dal Mount Sinai di New York, ha scoperto che l’orologio della Mela è in grado di individuare piccolissimi cambiamenti nel battito cardiaco che in certi casi potrebbero indicare l’arrivo dei sintomi legati alla sindrome respiratoria. Tutto questo con una settimana di anticipo rispetto all’esplosione della malattia. Nell’indagine, intitolata “Warrior Watch”, i ricercatori hanno seguito un gruppo di 297 operatori sanitari fra il 29 aprile e il 29 settembre scorsi. Tutti i volontari erano stati dotati di Apple Watch con una speciale applicazione in grado di misurare i cambiamenti nel loro HRV, cioè l’”heart rate variability” ovvero la variabilità della frequenza cardiaca, un parametro che ci permette di avere una stima delle variazioni che intercorrono tra un battito e l’altro del nostro cuore. “L’orologio ha mostrato cambiamenti significativi in queste metriche fino a sette giorni prima che le persone risultassero positive al tampone” ha spiegato Robert P. Hirten, principale autore dello studio.

Lo studio di Stanford

Sulla stessa linea un’altra indagine, stavolta realizzata dalla Stanford University, secondo la quale nel 63% dei casi è possibile scoprire la positività alla Covid prima dei sintomi. I volontari, dotati di gadget diversi, da Garmin a Fitbit passando per il solito Apple Watch, avevano fatto registrare cambiamenti nel loro battito cardiaco a riposo fino a nove giorni e mezzo prima dell’insorgenza dei sintomi. Per lo studio, pubblicato lo scorso novembre su Nature Biomedical Engineering, “dei 25 casi con alterazioni fisiologiche per le quali avevamo informazioni sui sintomi – hanno spiegato gli autori – 22 sono stati rilevati prima o alla comparsa dei sintomi, quattro casi con nove giorni di anticipo”. Utilizzando i dati retrospettivi raccolti dagli smartwatch, il gruppo di ricerca sostiene dunque che il 63% dei casi di Covid-19 potrebbe essere rilevato prima della comparsa dei sintomi tramite un sistema di monitoraggio a due livelli della frequenza cardiaca a riposo e dei parametri registrati dai dispositivi.

Il boom di acquisti grazie al saturimetro

Qualcosa, insomma, succede e questi dispositivi sembrano in grado di raccogliere quei segnali con un certo anticipo. Fra l’altro, grazie ad alcune nuove funzionalità – come la misurazione dei livelli di ossigeno nel sangue – questo segmento sta assistendo a un boom di acquisti. Nello specifico, del saturimetro ne sono equipaggiati l’Apple Watch Series 6, il Fitbit Sense (nella foto sotto), un buon numero di prodotti Garmin, come il Fenix Serie 6, l’Honor Magic Watch, l’Honor Band 5, Huawei Watch GT 2e e Band 4 Pro. “Sviluppare un modo per identificare le persone che possano essere malate prima che possano rendersene conto sarebbe rivoluzionario nella gestione della Covid-19” ha spiegato Hirten. Aggiungendo che “questa tecnologia ci consente non solo di tracciare e prevedere le condizioni di salute ma anche di intervenire in remoto e in tempo, una condizione essenziale in una pandemia che ci costringe a mantenere le distanze”.

L’intelligenza artificiale di CovidDeep

Anche gruppi e società private hanno messo in evidenza l’utilità dei cosiddetti “wearable”: NeuTigers, spin-off dell’università di Princeton, ha sviluppato un’intelligenza artificiale battezzata CovidDeep che aiuterebbe a identificare le persone potenzialmente infette in ambito clinico o nelle residenze assistite proprio attraverso un dispositivo indossabile, Empatica E4, che raccoglie una grande quantità di informazioni sul battito cardiaco, la pressione e la pelle. L’IA pensa poi al resto ed è in grado di trovare i positivi con un certo anticipo, prima che possano contagiare altre persone, nel 90% dei casi. Infinitamente più accurato degli spesso inutili controlli della temperatura corporea diffusi un po’ ovunque senza grande senso. Il gruppo potrebbe presto sviluppare un’app autonoma in grado di lavorare con gli smartwatch di vari produttori.

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