Il 6G di Samsung, tra ologrammi e realtà virtuale

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La telefonia mobile di quinta generazione – comunemente nota come 5G – ancora non ha preso piede ma le grandi aziende già pensano a ciò che la sostituirà.

In particolare, Samsung ha le idee chiare sulle caratteristiche che dovrà avere il 6G, il cui debutto è previsto nel 2028 (per arrivare a una disponibilità generale entro il 2030).

Per rispettare la tabella di marcia, che tutto sommato non indica tempi troppo lontani, Samsung ha pubblicato un white paper che illustra ciò che il gigante coreano sogna per la sesta generazione della telefonia mobile.

Se oggi il 5G sembra essere in grado di garantire velocità inimmaginabili, con l’arrivo del 6G queste prestazioni sembreranno scarse: la velocità massima di trasmissione sarà infatti di 1.000 Gbit/s (50 volte i limiti del 5G) e la latenza inferiore ai 100 microsecondi, laddove nel 5G è pari a 1 millisecondo.

Elevata velocità e latenza quasi inesistente permetteranno di eseguire senza difficoltà compiti come la gestione a distanza di dispositivi da usare nelle emergenze, o i robot chirurgici nelle sale operatorie, e controllare da remoto i robot per la produzione industriale.

Per quanto riguarda gli utenti comuni, Samsung immagina che grazie alle prestazioni del 6G avremo esperienze di realtà estesa (XR – ossia la fusione di realtà aumentata, realtà virtuale e realtà mista) del tutto realistiche e in grado di garantire un’immersione completa da parte dell’utente.

Non solo: le videochiamate diventeranno “tecnologia vecchia”, sostituite da ologrammi dettagliatissimi in risoluzione 16K – e in dimensioni reali – delle persone, come immaginato in pellicole quali Guerre Stellari.

Samsung le chiama Repliche Digitali e chiaramente si potranno produrre repliche anche di oggetti, sistemi e luoghi: una sorta di materializzazione di un’altra invenzione fantascientifica, il ponte ologrammi di Star Trek.

Perché tutto ciò diventi realtà – spiega Samsung – bisognerà implementare nuove tecnologie e adottare nuovi dispositivi: sarà necessario sviluppare un’intelligenza artificiale per la gestione delle comunicazioni senza fili, installare nuove antenne e iniziare a usare le frequenze nella zona dei Terahertz, oltre a studiare nuove evoluzioni delle comunicazioni di rete.

Come si può vedere, le idee non sono poche e molte appaiono decisamente futuribili. Samsung d’altra parte non è la sola ad agire in questa direzione: Ericsson, Xiaomi e Huawei stanno facendo lo stesso. I prossimi anni ci diranno quali di queste promesse potranno avverarsi.

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